1920 | Das Cabinet des Dr. Caligari | Il gabinetto del dottor Caligari (Robert Wiene)

Giu 9, 2016     Marco Venditti   0 Comment     , , , , , , , ,     Recensioni

Il film di Robert Wiene, Das cabinet des Dr. Caligari, ha innanzitutto un valore storico-artistico, essendo stato il primo in cui le influenze pittoriche dell’espressionismo hanno costituito la maggior influenza sul fattore stilistico del film.

Siamo nel 1919 / 1920 , e questo film rappresenta in tutto e per tutto l’inizio di quel movimento definito espressionismo (cinematografico) che trova la sua principale sede nella Germania tra il 1920 e il 1927 (tra i film annoverabili anche se l’influenza cominciava ad essere già mediata ci sono Destino (1920 – Fritz Lang); Nosferatu (Eine Symphonie des Grauens – 1922 – F.W. Murnau); Il dottor Mabuse (1922 – Fritz Lang); Il gabinetto delle figure di cera (1924 – Paul Leni); Faust (1926 – F.W. Murnau); ma anche Metropolis (1927 – Fritz Lang).
La fine del periodo dell’espressionismo non corrisponde in definitiva al suo totale oblio, ma molti degli stilemi proposti da questo movimento stilistico saranno accettati ed adattati a livello internazionale e confluiranno, specie nel mondo hollywodiano, a fondare le peculiarità di quel genere definito noir.

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Tra le peculiarità che si ascrivono al cinema espressionista si ritrovano: l’uso divertito, ma anche deviato e perturbante che i registi fanno delle scenografie, e l’utilizzo di illuminazioni particolari e assolutamente non naturalistiche che rendevano l’intero profilmico oggetto di distorsioni. La percezione dei film risulta sempre e comunque di quella di una realtà chiaramente distorta anche nelle sue componenti più oggettive.

caligari_2Le composizioni del film sono eccellenti: i fondali che i due pittori Walter Reimann e Walter Röhrig hanno approntato donano delle linee e dei segmenti che nelle distorsioni propagano energia quanto sopraffazione. La messinscena della recitazione è sintomatica: i personaggi, in particolare il sonnambulo Cesare, camminano spesso e volentieri schiacciati al fondale.
La recitazione espressionista si risolve coerentemente sia nei primi piani, che nei campi più larghi in cui il personaggio pur segnalando la propria alterità (soprattutto cromatica con degli scuri in opposizione ad aree più chiare) riesce a mettere in subbuglio l’intero agglomerato urbano.
Il film è quindi il punto di partenza, ma anche il culmine di una ricerca sull’espressionismo: il meccanismo espressionista sembra anzi coinvolgere ben oltre il livello della messinscena, ma tocca violentemente anche la struttura narrativa: rientra prepotentemente in scena la “soggettività” della visione, delle immagini e delle relative distorsioni. caligari_3È anzi spesso interessante notare come nel corso del film vengano fuori molti interrogativi sull’effettiva matrice della narrazione: presentato come un racconto in flashback di quello che sarà il protagonista (Francis), ci rendiamo presto conto che nel film il meccanismo dei flashback è fortemente connotato nel senso della soggettività e quindi quelli che sembrano essere ricordi precisi, diventano ipotesi e visioni deviate degli avvenimenti. Ci rendiamo quindi conto di essere davanti a dei veri e propri flashback ipotetici, che segnalano di conseguenza anche che la narrazione può essere costruita intorno alla menzogna e al pericolo che si corre nella de-realizzazione della realtà esterna. In questo senso il protagonista si delineerebbe come affetto da una sorta di delirio psicotico, e l’autoriflessività che il film rivela per alcuni tratti va a costituire il suo carattere moderno.

Ed è in questo senso che il “dr. Caligari” del titolo può anche segnalare “director Caligari” (il modo in cui effettivamente è chiamato il dottore), nel momento in cui si assume il film non come il delirio del protagonista, ma come una diabolica machinerie del dottore. Un regista, quindi, ossessionato dalle proprie ricerche, e organizzatore di perfette messinscene e che sfrutta dei mezzi non consoni. Ma è proprio quì che cade il limite di questa interpretazione, in quanto la manipolazione più grossa sembra essere svolta appunto da Francis fino all’equazione che si stabilisce nella narrazione tra il suo essere pazzo, e la creazione di un dottore che anch’esso si trova sbilanciato dal lato della follia: questo richiamo tra l’altro ad un certo tipo di letteratura che spesso accostava “il progresso scientifico” con la possibilità “del mostruoso” etico, sembra denotare semplicemente, piuttosto che la manovra del folle Francis in un’opera di spostamento (che risulta quasi un’ovvietà: com’è possibile infatti che gli altri del manicomio se ne siano dimenticati?) la possibilità che il delirio e la psicosi siano riscontrabili in entrambi i lati del “conflitto” binario che si viene creando (Francis contro il dottore).
caligari_4Allora diviene ancor più interessante notare come in effetti “Il gabinetto del dottor Caligari” sia strutturato intorno alla paranoia: non c’è infatti nessuno che possa dichiarare alla fine del film di esser certo di come le cose siano andate e di quale sia la verità che si annida dietro la messinscena fantasmatica del film. Si tratta di una paranoia che trova il suo punto debole nella sensazione che le coscienze purtroppo addormentate (Cesare, ma anche in senso ben più largo della metaforizzazione nel sonnambulo) siano facilmente manovrabili anche per compiere atti malvagi. E che un uomo, preso dal proprio fervore, dimentico del labile confine etico, possa sfruttare per creare devastazione e morte. Ora, nella modernità, i rischi derivanti da un tale squilibrio sono purtroppo noti, ma nello specifico caso, Francis con il suo delirio e la sua paranoia sembra non aver fatto altro che percepire un sottile pericolo che si annidava, probabilmente, nella sua terra: la Germania, all’alba degli anni ’20. Qualche anno più tardi, cominciava il proprio percorso politico in Germania, un uomo a cui alcune (molte) coscienze addormentate permisero di mettere sotto scacco l’umanità e di organizzare delle pianificate distruzioni. Ma oggi nel 2015, nonostante i cambiamenti e le evoluzioni (non in ultima analisi, quella tecnologica), il pericolo di una narcolessia di massa è paradossalmente ancora più vivo. Ed è anche quì, come nell’elaborazioni stilistiche, che si riscopre che Das cabinet des Dr. Caligari è un film che non ha ancora esaurito alcuni tratti della sua modernità, e che forse, Francis, sebbene nella sua follia, ci avesse visto bene.

The Cabinet of Dr. Caligari (1920)
The Cabinet of Dr. Caligari poster Rating: 8.1/10 (38,097 votes)
Director: Robert Wiene
Writer: Carl Mayer (story and screen play by), Hans Janowitz (story and screen play by)
Stars: Werner Krauss, Conrad Veidt, Friedrich Feher, Lil Dagover
Runtime: 67 min
Rated: UNRATED
Genre: Fantasy, Horror, Mystery
Released: 19 Mar 1921
Plot: Dr. Caligari's somnambulist, Cesare, and his deadly predictions.
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